Oggi parliamo di una bellissima e profumatissima sagra che si tiene nella ridente e solare San Sperate: la sagra delle Pesche. A rendere tanto insuperabile questa festa è il frutto protagonista, la pesca appunto, vellutata, saporita, profumata e appetitosa. La festa si tiene il 17 di luglio e negli anni sta diventando sagra sempre più frequentata dagli isolani e dai turisti che davvero non perdono l’occasione di esplorare la Sardegna da altri punti di vista e nei suoi aspetti più insoliti.

La festa ogni anno è organizzata dal comune in collaborazione con il comitato della festa patronale, dall’Ersat e dalla Pro loco e dura circa dieci giorni, regalando a chiunque lo desideri, la possibilità di viverla e visitarla.

San Sperate durante questa occasione è un’allegria di bancarelle, musica, bandierine, festoni, manifesti, eventi e rappresentazioni che intrattengono e consentono ai visitatori di conoscere più a fondo la meravigliosa cultura locale. Soprattutto il centro storico, caratteristico e tutto da scoprire, ospita la manifestazione: negozietti aperti fino a tardi, bellissimi palchi allestiti e allegria da assaporare che si accosta ai gustosi stand di degustazione. Qui si potranno assaggiare le pesche sasperatine davvero ottime e tutti i prodotti che dalla pesca si possono creare, primi fra tutti le saporite marmellate.

Ovviamente la festa è un’occasione per gustare anche la tradizionale cucina sarda campidanese, ammirare gli artefatti della cultura contadina isolana e di quella pastorale, altrettanto affascinante. Non mancherà nemmeno la possibilità di visitare mostre di pittura e scultura di artisti locali .

Non a torto durante la Sagra delle Pesche, San Sperate viene definita paese museo che ogni anno sempre più turisti visitano, innamorandosi non solo della tavola e dei paesaggi, ma anche dei murales tradizionali del luogo che fanno più preziose le pareti e le abitazioni del centro storico.  

 


San Giovanni Battista è una di quelle festività a carattere religioso che coinvolge tutta la Sardegna: sud, centro e settentrione. Si tratta di celebrazioni antichissime che ancora oggi vedono i partecipanti ricercare erbe magiche e curative, accendere fuochi e praticare (sempre più di rado) il rito del comparatico.

Esattamente come tutta l’Italia e l’Europa la festa di San Giovanni viene celebrata il 24 giugno, giorno del solstizio d’estate, un tempo lunga giornata di festeggiamenti pagani in onore del solstizio d’estate. Ancora oggi, all’interno delle celebrazioni con un forte carattere religioso cristiano, si possono scindere affascinanti elementi pagani, che danno quel pizzico di mistero ad una festa già di per se eccitante.

Ecco perché il consiglio per tutti i turisti presenti sull’isola durante il ciclo di San Giovanni, è di parteciparvi. Sempre più realtà organizzano feste, fuochi, musiche e balli in onore del santo e del solstizio che vede arrivare il giorno più lungo di tutto l’anno.

La  tradizione vuole che sole e luna, esattamente durante il solstizio, si sposino dando origine a meravigliose e potenti energie che si posano sulle acque, sulle erbe, sui frutti, sugli animali e soprattutto sugli uomini.

Fra i paesi che con maggiore enfasi festeggiano e celebrano San Giovanni Battista, ricordiamo Bosa, Dorgali, Escalaplano, Gavoi, Seui, Calasetta, Isili ed Oliena, tutti facilmente raggiungibili che coprono con uniformità il territorio isolano. Ovviamente ogni zona ha le proprie tradizioni e usanze, eppure si potrà ammirare un filo di continuità fra i vari festeggiamenti.

Fra le comunanze la creazione di spettacolari falò ad opera degli uomini e il confezionamento di squisiti dolci ad opera delle donne. 

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