Articoli marcati con tag ‘Carloforte’

E’ un avvenimento che si sussegue ciclicamente negli anni, e che caratterizza la bella e piccola Carloforte. I tonni d’eccellente gusto, nella fase della mattanza, che costituisce il momento finale del procedimento, vengono fatti entrare in un complesso di reti, che sono state calate in mare nel mese di Maggio e vi resteranno fino al mese di Giugno. Il pesce entro queste camere viene fatto crescere e ingrossare, fintanto che il rais, il capo della tonnara, ritiene che il numero dei tonni presenti nelle stanze costituite dalle reti, sia sufficiente e che le condizioni metereologiche siano buone, i tonni, con fare sapiente vengono obbligati a fare il proprio ingresso nella camera della morte. Ai quattro lati di questa, costituita ancora una volta di reti, quattro imbarcazioni, abitate dai tonnarotti. Questi seguendo gli ordini impartiti dal rais solleveranno le reti, causando la salita a galla dei tonni, che prenderanno ad agitarsi in uno spettacolo rumoroso ed eccitante ed al contempo freddamente crudele. I più belli e grossi verranno infatti colpiti con i crocchi, gli uncini dei tonnarotti. Dinanzi agli spettatori, che anno dopo anno si fanno più numerosi, il mare si tinge di rosso, e i tonni vengono strappati al mare e issati in alte aste. Uno spettacolo che può apparire crudo, forse semplicemente perché un tempo non era spettacolo, ma un mezzo naturale per la sopravivenza e l’approvvigionamento di cibo. Del tonno infatti, i carlofortini non buttano davvero niente, quasi a voler, fin all’ultima ora, rispettare quella splendida creatura del mare. Da anni oramai, ad incorniciare piacevolmente la tonnara, il girotonno, manifestazione alla quale partecipano moltissimi turisti che hanno la possibilità non solamente di conoscere e visitare un’isola di rara bellezza, ma anche di gustare uno fra i migliori tonni al mondo, cucinato nelle maniere più sfizziose, da cuochi di fama mondiale.

Claudia Zedda

 

 

 

 

 

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I km della costa carlofortina, prettamente rocciosi, brillano per originalità e bellezza. Mare, roccia e sabbia trovano una perfetta coesione, e l’amalgama principale è certamente il sole e quel sentore che concede al turista, di potersi immergere in un atavico paesaggio incontaminato. Ripercorrendo il litorale diremo che nella punta di Capo Sandalo è presente il faro italiano posto più ad occidente, a seguire troveremo gli stabilimenti delle Tonnare. Seguirà Calalunga e le Tacche Bianche, il Canale di Memerosso. Di incredibile bellezza la Grotta di Punta delle Oche e Grotta di Nasca, createsi grazie alla millenaria erosione da parte del mare e degli agenti atmosferici. Si potrà in zona ammirare anche Trogiu, una piscina naturale, che sonnecchia fra le rocce. Calavinagra è uno dei fiordi di maggiore fascino dell’isola ma ancora procedendo verso ovest potremmo incontrare Calafico, il golfo del Becco e gli scogli delle Spine. La caletta è l’unica spiaggia situata nella zona occidentale. Presto la costa diviene ancora rocciosa, riacquistando il suo consono aspetto di terra vulcanica. Troveremo la Conca, che nell’aspetto a gradoni degradanti ricorda un anfiteatro naturale che si incontra infine con il mare. Da visitare inoltre la costa della Mezzaluna, nella quale sono rosicchiate una buona quantità di grotte tutte raggiungibili solamente tramite mare. Proseguendo verso sud incontreremo una buona quantità di spiagge fra le più famose di tutta l’isola. La spiaggia del Lucchese, la Bobba, la spiaggia di Guidi, Puntanera, il Giunco, la spiaggia di maggior estensione presente nell’isola. Assolutamente da vedere sono le Colonne. Situate in prossimità della Bobba, si tratta di due faraglioni di roccia trachitica che emergono dal mare.

Claudia Zedda

 

 

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