Articoli marcati con tag ‘Nuraghe’

Si tratta di imponenti edifici, risalenti al 1800 a. C. e costruiti fino al VI sec a.C., presenti a migliaia in Sardegna, creati per opera di popolazioni indigene, di stirpe mediterranea preindeuropea, chiamate dagli scrittori classici Iolèi e Bàlari. Il Nuraghe è nominato diversamente nelle varie zone della Sardegna, avremmo così nuràke, nuràxi, nuràcci, nuràgi, naràcu e altri ancora. Questo termine, specie dal XIX secolo, venne messo in relazione con la radice fenicia «nur», che possiede il significato di fuoco, intendendo fuoco come dimora, o tempio del fuoco, con riferimento esplicito a culti solari, che sarebbero stati praticati sulle terrazze delle torri nuragiche. Oggi i filologi sono maggiormente propensi a vedere nella parola nuraghes un’origine paleo mediterranea, con le sue varianti in «nor», «nul», «nol», estremamente diffuso nella realtà mediterranea, con il duplice significato di mucchio o cavità. Il vocabolo non si interesserebbe della destinazione, ma della speciale forma costruttiva del nuraghe, da intendersi dunque come mucchio cavo, costruzione cava o torre cava. I nuraghes sono ampiamente citati dagli autori classici. Li nominano Daidàleia, ossia edifici ben architettati di tipo egeo, o tholoi, per la loro forma a falsa cupola. Secondo la tradizione sarebbero stata opera di Dedalo richiamatoin Sardegna dagli eroi classici mitizzati, Iolao e Aristeo. Vi si riconosce lo spirito nazionalistico greco , che attraverso i prodotti della grecità vincono sulla pura barbarie degli indigeni. Dai romani i nuraghes sono nominati come «castra», ossia castelli fortificati, o come spelonche, costruzioni spontanee, in cui trovavano riparo gli abitanti delle zone centrali dell’ isola, contro gli attacchi romani, zone note ai romani con il nome di Barbària, le attuali Barbagie. Interessante notare che nelle fonti classiche le strutture in questione non vengono mai chiamate con il nome indigeno. Sono circa settemila i nuraghes che conserviamo oggi, ma in passato e origine dovevano essere certamente superiori per numero; secondo alcune stime dovevano essere presenti nel territorio sardo circa ventimila torri nuragiche. I nuraghes più antichi sono stati ritrovati nella zona meridionale della Sardegna, accettando la teoria di impulsi esterni, ma la maggior parte degli stessi si trova nelle zone centrali, dove i costruttori delle megalitiche strutture si dovettero spostare. E’ importante ricordare che non vennero costruiti tutti in una medesima epoca, e che la loro funzione doveva essere prettamente militare. Poteva segnare il confine da un territorio ad un altro, come accade sulle Giare, nei grandi altipiani basaltici, o poteva essere il fulcro difensivo di una tribù, come probabilmente fu a Barùmini e a Losa di Abbasanta. Non è improbabile che quelli a struttura semplice siano stati rifugio di pastori, differentemente da quelli a struttura complessa, ma mai furono, strutture tombali. Tale compito è assolto pienamente da altre due tipologie di strutture che si affiancavano ai nuraghes, le domus de janas e le tombe dei giganti. Non v’è motivo di supporre dunque che i nuraghes dovessero sostituire o integrare la funzione di queste strutture. Esistono due tipologie di nuraghes, la prima forma è quella a tholos, ossia a camera circolare, coperta dalla falsa cupola, per intenderci le costruzioni di cui fanno menzione i greci. La seconda forma è quella a corridoio, dove il vano è costruito da un lungo andito relativamente stretto, a copertura piatta, che traversa per tutta o parte la lunghezza e larghezza del corpo costruttivo, che può essere rettangolare, o ellittico, ma non circolare come in nuraghes a tholos. Questo genere di strutture, nell’aspetto grotte, potrebbero adattarsi al genere di costruzioni spontanee o spelonche citate dalle fonti antiche romane. Normalmente guardano verso sud, sud-est, dando le spalle al forte maestrale, e porgendo il viso al sole. Possono raggiungere i venti metri in altezza, mentre le mura hanno uno spessore che va fra i quattro ed i cinque metri e un diametro che varia dai trenta ai cinquanta metri alla base; diminuisce poi conl’aumentare dell’altezza, formando un tronco di cono la cui inclinazione è più accentuata nelle torri più antiche. La particolare forma è dovuta alla tecnica di costruzione che prevedeva solide fondamenta con grossi blocchi di pietra squadrati e sovrapposti a secco, in maniera circolare, senza utilizzo di leganti e tenuti insieme dal loro stesso peso. Man mano che si procede in altezza, i filari si restringono progressivamente e diminuisce anche la proporzione dei massi, e i massi divengono sempre più piccoli e meglio lavorati. La parte superiore era occupata da una terrazza munita di parapetto, alla quale si accedeva tramite una scala elicoidale, illuminata nel percorso ascendente da feritoie ricavate nelle spesse mura. La tradizione sarda permane fortemente rispettosa nei confronti di queste imponenti strutture. Non era insolito, fino a qualche generazione fa, nel mondo barbaricino, stringere patti di sangue o sigillare un giuramento, all’ombra di un nuraghe. E qualsiasi patto sancito in queste condizioni, assumeva una forte sacralità. Tale accordo non doveva quindi essere rotto.

Seppure è difficoltoso redare una lista, tra i più significativi da visitare ricordiamo:

  • Su Nuraxi a Barumini (patrimonio dell’umanità)
  • Nuraghe Santu Antine Torralba noto come La reggia nuragica
  • Nuraghe Losa ad Abbasanta
  • Nuraghe Arrubiu ad Orroli
  • Nuraghe Corbos a Silanus
  • Nuraghe Orolio (o Madrone) a Silanus
  • Nuraghe Cherchidzu (o Santa Sarbana) a Silanus
  • Nuraghe Antigoni a Sarroch
  • Nuraghe Sa Domu ‘e S’ Orku a Sarroch
  • Nuraghe Palmavera ad Alghero
  • Nuraghe Albucciu ad Arzachena
  • Nuraghe Nolza a Meana Sardo
  • Nuraghe Santa Barbara a Villanova Truschedu
  • Nuraghe Lugherras a Paulilatino
  • Nuraghe Zuras ad Abbasanta
  • Nuraghe Sa Jua ad Aidomaggiore
  • Nuraghe Sanilo ad Aidomaggiore
  • Nuraghe Burghidu a Ozieri
  • Nuraghe Asoru a S.Vito
  • Nuraghe Izzana ad Aggius
  • Nuraghe Titirriolu a Bolotana
  • Nuraghe Loelle a Buddusò
  • Nuraghe Oes a Giave
  • Nuraghe Succuronis a Meana Sardo
  • Nuraghe Nolza a Macomer
  • Nuraghe Santa Barbara a Macomer
  • Nuraghe Iloi a Sedilo
  • Nuraghe Tosinghene a Sedilo
  • Nuraghe Lure a Sedilo
  • Nuraghe Nuraddeo a Suni
  • Nuraghe Maiori a Tempio Pausania
  • Nuraghe S’Uraki a San Vero Milis
  • Nuraghe Orgono a Ghilarza
  • Nuraghe Camboni a Perdaxius
  • Nuraghe Entu a Perdaxius
  • Nuraghe Santus a Perdaxius
  • Nuraghe Porcus a Perdaxius
  • Nuraghe Achenza a Perdaxius

Claudia Zedda

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E’ un comune della provincia di Sassari, è situato al centro del Golfo dell’Asinara, ed è l’unico porto sardo ad avere collegamenti con la Francia: è Porto Torres. Buona parte del suo territorio è costituito prevalentemente dall’isola dell’Asinara e dalla più piccola Isola Piana; numerosi sono i monumenti che è possibile visitare a Porto Torres: fanno parte dei monumenti neolitici le necropoli di Su Crocifissu Mannu e quella di di Li Lioni, e l’altare preistorico di Monte D’Accoddi.

Degne di nota sono invece le: Nuraghe la Camusina, la Nuragheddu di Li Pedriazzi, le Nuraghe Margone, e le Nuraghe Minciaredda; inoltre presso il Museo Archeologico Nazionale Antiquarium Turritano, è possibile osservare alcuni reperti di epoca romana, riportati alla luce durate gli scavi archeologici della città.

Splendido è il litorale di Porto Torres, sul quale troviamo diverse spiagge d’ineguagliabile bellezza: prima spiaggia che incontriamo sul lungo mare è quella di Renaredda, seguita dalla spiaggia di Scogliolungo, il cui nome deriva da un lungo scoglio semisommerso che si estende al largo; a seguire troviamo laspiaggia delle acqua dolci, chiamata così per la presenza sul fondo, in vari punti, di acque dolci. Continuando la nostra passeggiata sul lungomare di Porto Torres, troviamo la spiaggia di Balai: la spiaggia più famosa della città, è situata all’interno di un’insenatura, è possibile scegliere tra una finissima sabbia o una piccola scogliera, ma comunque sia, il panorama che ammireremo ci lascerà senza fiato; sugli scogli è possibile visitare la suggestiva Chiesetta di Balai.

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