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L’isola di San Pietro è una delle due principali isole dell’arcipelago del Sulcis, zona della provincia di Carbonia-Iglesias; l’isola ha un’estensione di 51kmq, ed il suo unico centro abitato è a Carloforte.Bagnata da un mare limpidissimo, l’isola di San Pietro, di origine vulcanica, presenta coste alte e rocciose , mentre la zona interna è caratterizzata da una vegetazione tipica mediterranea; caratteristiche e degne di visita sono alcune zone dell’interno dell’isola, come il Bacino di Nasca, un bacino artificiale che un tempo forniva l’acqua al paese. Altro luogo da visitare, è lo stagno di Calavinagra dove, specie in estate, si trovano numerosi nidi di un rarissimo rapace, il falco della regina: adiacente ad esso vi è una pineta; camminando per le zone interne dell’isola, è facile imbattersi in rocce dalla forme bizzarre, che il vento e gli agenti atmosferici hanno modellato nel tempo: la più famosa è quella che gli abitanti dell’isola hanno battezzato con il nome di fungo di pietra.

Numerosissime le spiagge dell’isola, le più importanti sono: la spiaggia della Bobba, spiaggetta dalla sabbia bianchissima, incastonata in due lembi di roccia, la spiaggia di Calavinagra, Cala Fico, un fiordo circondato da pareti rocciose, e la spiaggia della Caletta, dalla sabbia bianchissima che contrasta con i colori scuri delle rocce vulcaniche che la circondano.

 E inoltre vi sono: Capo Sandalo, Punta Nera, la spiaggia di Guidi e la spiaggia di Busselli; particolarmente suggestive sono poi la grotta di Punta delle Oche e la grotta di Nasca, e le grotte sulla costa di Mezzaluna.

 

 

 

 

 


grotta delle oche a carloforte
Inserito originariamente da andrea82ca

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E’ noto come il Gran Canyon d’Europa, è considerato il più grande di tutto il continente. Si tratta di una gola, le cui pareti superano i 400 mt, provocata in origine da un movimento teutonico. Il lavorio degli agenti atmosferici ha poi creato ciò che noi oggi ancora abbiamo la possibilità di vedere. Anticamente la gola è stata il letto del Rio Flumidettu, che tutt’altro che intenzionato ad abbandonare il proprio percorso originario, s’attiene oggi a scorrere sì, ma sotto il sentiero che i turisti con piccole difficoltà e buona attrezzatura possono ancora oggi attraversare. La presenza del fiume sotterraneo è attestata da spettacolari laghi che qua e là compaiono nel percorso, a sorprendere l’improvvisato esploratore. Cuore del Supramonte, segna il confine naturale fra Urzulei ed Orgosolo. Il percorso di accesso alla gola si snoda in parte attraverso antiche mulattiere, ancora oggi in uso, in parte tramite sentieri interni alla gola, chiusi a destra e a sinistra dalle altissime pareti della stessa gola, tanto alte che in alcuni punti è davvero difficoltoso riuscire a vedere la luce del sole. Percorso assolutamente suggestivo che dà la possibilità al visitatore, munito di efficienti guide, di osservare in quale meravigliosa maniera la natura possa tracciare segni indissolubili sulla roccia sarda.

Diverse le leggende legate alla gola. Si dice che dal punto più profondo, dove le pareti superino i 400 mt, si possa, pure in pieno giorno, vedere le stelle. Altra leggenda è quella che racconta che fra le scoscese pareti cresca il felce maschio, un fiore dalle mirabolanti proprietà. Solo ai più coraggiosi è dato di cogliere il fiore, a notte fonda, in quanto il demonio in tutte le maniere, tenterà d’impedirlo.

Claudia Zedda

 

 

 

 

 

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